dude

Settembre 30, 2008

qui è possibile commentare il nuovo racconto di The reader’s anger.

L’unico che non può farlo è lo stalker: qui non si vedono i siti di provenienza, le chiavi di ricerca, i soliti confronti con roba che non c’entra niente. Qui siamo liberi, è come l’Ade, vero Dave?

of our discontent

Settembre 24, 2008

Qui, nuovo episodio del re barbaro. Ma non ho voglia di fare un link. Perciò, se proprio volete leggere, cercate nella colonnina a destra, dovrebbe esserci un link già pronto al re e ai bizantini.

leave all this to yesterday

Settembre 19, 2008

DFW

Settembre 14, 2008

12 settembre, 2008.

Odiava il postmoderno e l’ha ucciso.

Diceva che era perverso il “Tutto Questo L’Abbiamo Già Visto”.

Mi trovo nella migliore compagnia possibile ora qui accanto al fantasma di David Foster Wallace.

Perché volevo incontrare una volta nella mia vita gente seria.

Non gente musona. Solo gente seria.

Non, fanatici dell’una o dell’altra parte. Gente seria.

Non, intrattenitori con l’interruttore per questa o quella indignazione. Gente seria.

Non, dilapidatori di giorni.

Non, progettisti del proprio futuro.

Non, figli orgogliosi delle grandi contrapposizioni.

Non, eredi scialacquoni dell’invenzione prestigiosa della ruota.

Non, evoluti e ironici santoni della letteratura da cesso.

Non, divinatori, esplicatori, analizzatori, vivisettori, euristi autoptici.

Non, scuotitori di testa.

Non, ridanciani, buffoni scuotitori di testa.

Non, presentabili disinvolti.

Non, pazzi presentabili.

Non, pazzi apposta.

Non, apposta impresentabili.

Non, finti.

Non, impreoccupabili.

Gente seria.

Impotente.

Che ha orrore e paura di ciò che porta la notte.

Che ha orrore e paura di ciò che porta il giorno.

(Le stesse cose che ama)

Che non ce la fa più.

Perché non c’è nessuno qui a proteggerci.

Ti ringrazio, David Foster Wallace, di non essere risorto.

DFW

Settembre 14, 2008

“Porta il sacchetto e i bambini bianchi fino al palo di un recinto, al bordo del campo, al bordo dell’autostrada. Le mani dei bambini, che sono piccole, vengono messe sul palo. La donna dice ai bambini di continuare a toccare il palo fino a che la macchina non torna. Entra in macchina e la macchina parte. Nel campo vicino al recinto c’è una mucca. I bambini toccano il palo. Il vento soffia. Passano un sacco di macchine. Loro restano così tutto il giorno.”

In morte di David Foster Wallace, che odiava il postmoderno.

E’ stato un sacrificio umano.

Settembre 13, 2008

Non consiglio di commentare il racconto “L’occhio“.

swear by thy gracious self

Settembre 6, 2008

Ricordiamo l’uscita del nuovo episodio di Klaz, su Sette Moderniste.